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 Quanto è frequente il problema?

Le infezioni delle vie urinarie (IVU) rappresentano le infezioni più frequenti in età pediatrica dopo quelle delle vie aeree. Il rischio di IVU sotto gli 11 anni di età è maggiore nelle femmine rispetto ai maschi. Nei neonati è il contrario. Questa differenza è dovuta a:

  • maggiore facilità di infezione nella femmina per la vicinanza del retto all’uretra

  • maggiore frequenza di malformazioni delle vie urinarie nel neonato maschio.

Nel lattante, vanno sospettate anche in presenza di sintomi aspecifici come febbre, disturbi gastroenterici, irritabilità, anoressia, scarso accrescimento ponderale, pianto durante la minzione, urine maleodoranti, arrossamento all’interno delle cosce e ittero (in particolare nel neonato).Nei bambini più grandi prevalgono, invece, i disturbi mentre urinano (disturbi minzionali), quali necessità di effettuare minzioni di piccola quantità e frequenti, bruciore o dolore durante la minzione, incontinenza, oltre a dolori in sede lombare e/o sovrapubica.

Le infezioni urinarie colpiscono più frequentemente le donne. Infatti, l"uretra, il sottile tubo che drena l"urina dalla vescica verso l"esterno, nelle femmine è situata vicino al retto e alla vagina e i batteri provenienti da questi due organi possono migrare facilmente e attraverso l"uretra raggiungere la vescica. Tra le cause di infezione vi possono essere stipsi, malnutrizione e rapporti sessuali, specialmente se viene usato il diaframma come contraccettivo. Anche le sostanze chimiche contenute nei bagnoschiuma, i profumi e i coloranti presenti in alcuni prodotti per l"igiene intima possono causare irritazione locale e quindi infezione. Le infezioni ricorrenti possono essere il segno di un problema strutturale delle vie urinarie che causa un reflusso di urina dalla vescica nell"uretere, ed eventualmente nel rene, anziché la sua completa emissione. Negli uomini i sintomi di irritazione locale causati da grattamento, masturbazione o trauma, possono spesso essere simili a quelli di un"infezione. Per verificare l"eventuale presenza di un"infezione è dunque necessario un esame approfondito, che comprenda anche un"ecografia e un esame radiologico per evidenziare la presenza di anomalie anatomiche. Nelle donne, le infezioni urinarie sono relativamente comuni e spesso non sono la manifestazione di alcun disturbo serio. Tuttavia, se una donna presenta due o tre episodi infettivi nello spazio di pochi mesi, devono essere eseguiti esami accurati per verificare che non vi siano anomalie anatomiche o altre cause serie.Le infezioni delle vie urinarie possono manifestarsi con dolore bruciante durante la minzione e urine di colore scuro, contenenti sangue e di odore pungente. E" comune avvertire lo stimolo a urinare frequentemente e nello stesso tempo emettere ogni volta soltanto una piccola quantità di urine. Altri sintomi possono essere dolore all"addome e alla schiena, febbre, vomito, diarrea, letargia e/o irritabilità.Per favorire il flusso di urina e diminuire il dolore durante la minzione, assumere la maggior quantità di liquidi possibile. Il mirtillo nero ha proprietà antibiotiche e blandamente antibiotiche. Gli agrumi e i cibi acidi possono determinare irritazioni delle vie urinarie. Le bevande alcoliche e gli zuccheri raffinati favoriscono la proliferazione dei batteri.Esistono diverse varietà di cistiti

Cistite semplice
E’ quella infiammazione acuta, occasionale e transitoria, di origine infettiva della vescica. E" la forma più comune ed ha in genere un decorso benigno colpisce maggiormente la popolazione sana femminile a tal punto che si è stimato almeno un episodio, di tale infezione, in tutte le donne entro i 40 anni di età. Pubblicità
Il range d"età colpito sembrerebbe correlato con il periodo d"inizio dell"attività sessuale. L"incidenza della cistite nell"uomo è 100 volte inferiore a quella della donna. Ciò grazie alla particolare anatomia dell"uomo nel quale il meato urinario è situato in un distinto piano anatomico e grazie alla lunghezza dell"uretra.

Cistite emorragica
E’ quella infiammazione acuta di origine infettiva della vescica che coinvolge i capillari della sottomucosa. Viene considerata una forma di cistite semplice con lesioni caratteristiche proprie (più avanzate e profonde della forma semplice). Ha un range di età più ampio che va dai 15 agli 80 anni, costituisce il 10% delle infezioni urinarie totali. L"insorgenza di questa forma può essere causata anche tramite l"esposizione alle radiazioni ionizzanti e anche l"impiego di alcuni farmaci citotossici. A differenza della prima forma, in questa vi è la comparsa di ematuria.

Cistite ricorrente
Ha gli stessi aspetti caratteristici della cistite semplice con l"unica differenza della periodicità. Si è potuto stabilire che tre episodi nell"arco di un anno possono essere la manifestazione della cistite ricorrente. Queste possono ripresentarsi sottoforma di reinfezioni o come recidive, le prime si manifestano solitamente settimane o mesi dopo la terapia, mentre le seconde poco dopo la sospensione della terapia (entro alcuni giorni).Ciò che spesso viene sottovalutato, ma di provata efficacia, è la normale igiene-sanitaria. Tali norme da sole sono responsabili della scomparsa delle infezioni e sono anche in grado di ridurre il numero degli episodi infettivi. Come per esempio:

  • Un"accurata e quotidiana igiene perineale, utilizzando dei detergenti neutri, con movimenti che vanno dalla vagina l"ano e mai il contrario poiché si rischierebbe di trasportare materiale fecale all"interno e quindi l"innesco di un infezione urinaria.

  • L"utilizzo ripetuto di biancheria intima costituita da materiale sintetico o pantaloni troppo aderenti evitano la normale traspirazione dei tessuti e quindi facilitano la proliferazione dei stafilococchi cutanei che da "commensali" (cioè organismi normalmente presenti nel corpo umano) diventano patogeni.

  • L"utilizzo di contraccettivi meccanici (diaframmi, creme spermicide, spirali, ecc.) possono essere dei facili veicoli d"infezioni, per esempio il posizionamento con le mani non perfettamente pulite. Anche l"utilizzo dei contraccettivi orali ad alti dosaggi può aiutare l"insorgenza e la proliferazione di un"infezione. Un altro dispositivo veicolo d"infezione, ampiamente diffuso, è l"assorbente interno che deve essere cambiato frequentemente e sempre rimosso durante la notte.

  • L"impiego diffuso di lavande vaginali deve essere ridotto a non più di una a settimana. Si è dimostrato che un utilizzo eccessivo di lavande interne determina un abbassamento dell"acidità naturale della vagina rendendo la via più facile ad eventuali batteri patogeni.

  • In quei soggetti sessualmente attivi è opportuno urinare prima e soprattutto dopo il rapporto sessuale, poiché il flusso urinario facilita il trasporto verso l"esterno di eventuali batteri depositati durante il rapporto.

  • Nelle donne, durante il ciclo mestruale è opportuno intensificare l"igiene personale in modo da evitare la proliferazione batterica ed una eventuale risalita facilitata in questo periodo.

La correlazione fra l"alimentazione e le infezioni urinarie è sicuramente correlabile a due fattori che sono l"idratazione e l"acidificazione.

L"idratazione
Ridurre l"azione irritativa causata da eventuali urine troppo concentrate Assicurare una continua eliminazione di batteri presenti nelle vie escretrici.

L"acidificazione
Si è potuto notare che ciò che influenza la non-proliferazione dei batteri urinari è l"impiego di diete ad elevato residuo acido. Infatti queste abbassano il Ph urinario e di conseguenza il non attecchimento alle pareti dei batteri. Il nostro organismo da solo provvede ad attuare tale difesa, infatti leggeri stati catabolici, quale il digiuno notturno, acidificano le urine, ma talvolta può non essere sufficiente. Uno dei prodotti acidificanti, suggeriti dalle credenze popolari, è il succo di mirtillo. Questo se assunto sicuramente fornisce un buon apporto di liquidi e vitamine, la sua efficacia è stata dimostrata di recente.

Cibi a residuo acido:

  • Carne: carni rosse, pesce, carni bianche, uova, arachidi, molluschi e tutti i tipi di formaggi

  • G pancetta e le noci

  • Amidi: tutti i tipi di pane, soprattutto integrale, cereali in genere, crackers, pasta e riso

  • Legumi: lenticchie

  • Frutta: mirtilli e prugne

Cibi a residuo basico o alcalino:

  • Latte: latte e suoi derivati

  • Grassi: mandorle, castagne e cocco

  • Verdure: tutti i tipi soprattutto il cavolo, il dente di leone e gli spinaci

  • Frutta: tutti i tipi tranne quella descritti prima

 

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