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ALIMENTAZIONE E SOCIETÀ

Alimentarsi è per l"uomo una necessità fondamentale, che nel corso dei secoli, si è arricchita di nuovi significati, infatti da strumento di lotta per la sopravvivenza tipico dell"uomo primitivo, grazie al processo di civilizzazione, si è passati ad una situazione in cui la ricerca del cibo è legata spesso a variabili socio-economiche, culturali, religiose, psicologiche ecc...

L"uomo primitivo sceglieva il cibo semplicemente in base all"esigenza contingente di soddisfare il proprio senso di fame, e spesso la presenza del cibo stesso era subordinata a fattori di ordine geografico.
La ricerca del cibo era molto dispendiosa dal punto di vista fisico e poteva riguardare la quasi totalità delle attività giornaliere dell"uomo.
Le modificazioni del rapporto uomo - ambiente e i cambiamenti culturali e comportamentali hanno fortemente influenzato l"approccio dell"uomo al cibo ed hanno anche contribuito all"insorgenza dell"obesità e dei disturbi da sovrappeso.
Il passaggio ad una vita più sedentaria, il facile accesso al cibo dovuto alle migliorate condizioni economiche, l"utilizzo sempre minore della forza fisica grazie all"impiego di macchine molto sofisticate, hanno portato l"uomo verso un bilancio energetico positivo, cioè ad una condizione in cui l"apporto calorico è eccedente rispetto al dispendio energetico.
"Ogni aumento di energia indotto da una assunzione di cibo, non compensata da un identico aumento della spesa energetica, causa un aumento delle riserve metaboliche e quindi del peso corporeo, soprattutto per aumento della massa grassa, che rappresenta la sede principale di deposito dell"organismo. Lo stesso risultato si ottiene con una riduzione dell"energia in uscita non accompagnata da una proporzionata riduzione dell"energia in entrata".

L"obesità è un problema sanitario carico di importanti conseguenze personali, sociali e mediche.

Gli effetti dannosi del peso superfluo sono ben documentati. L"obesità è associata all"alta incidenza delle malattie cardiache, all"alta pressione sanguigna, all"infarto, ai disturbi renali, ai calcoli biliari e al diabete.

ALIMENTI E NUTRIENTI
I meccanismi coinvolti nella regolazione del peso corporeo sono molto complessi ed ancora poco conosciuti; è chiaro che : "il mantenimento di un peso corporeo stabile nasce da un preciso equilibrio tra l"aumento di energia indotto dalle ossidazioni biologiche dei nutrienti e la sua diminuzione dovuta alla spesa energetica per lo svolgimento delle funzioni vitali " (Ravussin et al., 1982).
Si può definire fabbisogno calorico, la quantità di energia acquisibile con l"alimentazione, necessaria a compensare la perdita energetica di individui con dimensioni e composizioni corporee compatibili con un buono stato di salute e che svolgano attività fisica sufficiente a prendere parte alle attività della vita sociale ed economica.

Il fabbisogno energetico è determinato :

  • dalla spesa energetica necessaria al mantenimento del metabolismo di base;
  • dalla termogenesi indotta dalla dieta;
  • dalla spesa energetica per l"attività fisica.

Il metabolismo basale è in pratica la quantità minima di energia necessaria all"organismo per mantenere le funzioni vitali.

Per termogenesi si intende l"insieme delle condizioni che incrementano la spesa energetica a riposo. Dopo l"assunzione di un pasto si assiste ad un incremento della spesa energetica che varia fra i differenti substrati nutritivi (il valore più alto viene registrato per le proteine ed è pari al 10-35% dell"energia ingerita). Molti studi hanno dimostrato che esiste una Termogenesi Obbligatoria determinata dalla qualità e dalla quantità dei cibi, dalle dimensioni del pasto, dal tempo che intercorre tra un pasto e quello successivo, dallo stato di nutrizione e dal livello di metabolismo di base dell"individuo. Esiste anche una Termogenesi Facoltativa o Adattiva; legata all"attivazione del sistema nervoso simpatico durante la digestione, l"assorbimento e l"utilizzazione dei cibi.

Tra i fattori che influenzano il fabbisogno calorico possiamo distinguere tre gruppi :

  • Fattori fisiologici
  • Fattori ambientali
  • Fattori patologici

I fattori fisiologici comprendono l"età, il sesso, la superficie corporea, la gravidanza e l"allattamento. La spesa energetica nel lattante per esempio è molto più alta che nell"adulto, considerata la quantità più elevata di tessuto metabolicamente attivo nel primo, oltre che ad un dispendio energetico maggiore dovuto a processi anabolici legati all"accrescimento. Gli uomini avendo una massa muscolare più sviluppata ed un tessuto adiposo minore rispetto alla donna hanno un maggior metabolismo. La superficie corporea d"altro canto influenza in modo direttamente proporzionale il metabolismo, tanto maggiore è la superficie corporea tanto maggiore sarà il metabolismo.
Tra i fattori ambientali che influenzano il fabbisogno calorico ricordiamo invece: il clima, l"altitudine e la temperatura ambientale.
Un aumento della temperatura ambientale ad esempio aumenta la traspirazione e con essa la quota di energia dispersa con la sudorazione, aumentando in questo modo la spesa energetica. Anche l"abbassamento di temperatura provoca un aumento della spesa energetica tramite il fenomeno della termogenesi indotta dal freddo.
Il lavoro muscolare è un altro fattore molto importante nella determinazione del dispendio energetico totale di un individuo. È in grado di produrre un incremento che è funzione del tipo di attività svolta, del tempo impiegato a svolgere tale attività ed è proporzionale al peso del soggetto.
Il fabbisogno calorico di un individuo è soddisfatto dall"introduzione di alimenti. Fintanto che c"è equilibrio tra l"apporto calorico e la spesa energetica il soggetto mantiene il proprio peso. Sbilanciamenti in positivo o in negativo si riflettono in oscillazioni di peso e di composizione corporea a scapito della massa magra (metabolicamente attiva) ed a favore di quella grassa (metabolicamente poco attiva). Nel prevenire e curare condizioni di sovrappeso o peggio di obesità, è particolarmente importante considerare quindi un adeguato apporto calorico assieme alla giusta attività fisica.
I meccanismi d"intervento sono sostanzialmente cinque: accelerazione del metabolismo, eliminazione di parte di zuccheri e/o grassi, diminuzione del senso della fame, eliminazione dei liquidi, effetti lassativi.


L"accelerazione del metabolismo - Si cerca di innalzare la temperatura corporea o di stimolare particolari situazioni (per esempio risvegliando la tiroide). È il caso del celeberrimo fucus, alga delle Fucacee che vive nei mari temperato-freddi. La specie Fucus vesciculosus (quercia marina) viene utilizzata in erboristeria per preparare dimagranti; la presunta efficacia deriverebbe dallo iodio contenuto nell"alga (presenza già scoperta da B. Courtois ai primi dell"800) che stimolerebbe la tiroide, normalizzando il metabolismo dei soggetti in cui l"obesità deriva da una disfunzione tiroidea (comunque una piccola percentuale della popolazione sovrappeso). Il fucus contiene anche l"acido alginico che può assorbire una quantità d"acqua pari a cento volte il suo peso (da qui il teorico impiego anticellulite). In realtà in soggetti sovrappeso, ma sani, i meccanismi di controllo dell"organismo sono tali che il prodotto viene spesso neutralizzato da un"assuefazione che vanifica i benefici iniziali.
Purtroppo tutte le sostanze non nocive (come per esempio il ginseng o il guaranà) che vogliono innalzare il metabolismo sono meno efficaci della semplice caffeina, assunta in giuste dosi!


Le pillole brucia-grassi -  Molti prodotti sono a base di erbe cui vengono attribuite proprietà dimagranti inesistenti. Sono a base di sostanze che, intervenendo sul metabolismo dei lipidi, dovrebbero controllare l"accumulo di grassi, aiutando a bruciare quelli esistenti. Alcuni vanno a intaccare processi che comunque in un individuo sano (come la maggior parte dei soggetti sovrappeso) sono utili; addirittura se usati da sportivi possono produrre cali d"energia (dovuti all"inibizione dei processi o a un generico effetto anoressante) che non giustificano l"impiego. È il caso della garcinia, nome comune della Garcinia Cambogia, pianta originaria del sud-est asiatico, utilizzata in erboristeria in prodotti dimagranti per la presenza di acido idrossicitrico nella buccia del frutto. Sembra che l"acido agisca sull"enzima citratoliasi o direttamente sull"acetilcoenzima-A, bloccando la sintesi degli acidi grassi, evitando che si formi tessuto adiposo. Se da un lato il processo sarebbe positivo poiché porta al consumo dei grassi circolanti (con riduzione dei trigliceridi), dall"altro è negativo perché l"acetilcoenzima-A è fondamentale nella produzione di energia. Altri (come il Citrus aurantium) attaccano direttamente i grassi già depositati e li trasformano in energia (almeno teoricamente). In corrispondenza di precisi stadi di maturazione il frutto del Citrus aurantium contiene una combinazione di amine adrenergiche (sinefrina, N-metilsinefrina, hordenina, octopamina e tiramina) che aumenta l"attività metabolica, aumentando la beta-ossidazione dei grassi. Questo in teoria: in pratica non esiste nessuna evidenza scientifica di una reale efficacia. Esistono molte ricerche che dimostrano come l"azione possa sussistere solo se il soggetto ha una dieta fortemente ipercalorica; cioè l"effetto di queste sostanze si riduce a bruciare un 10% circa delle calorie introdotte. Se il soggetto segue una dieta ipocalorica (come generalmente è consigliato), la quota risparmiata è veramente minima e i risultati sono deludenti.


La riduzione del senso di fame - Si attua di solito con l"ingestione di sostanze come il chitosano (una sostanza cristallina ottenuta dalla chitina che costituisce lo scheletro esterno degli Artropodi e dei Crostacei in particolare), il guar (una fibra estratta dai semi di una leguminosa) o il glucomannano (uno zucchero complesso estratto da un albero del Giappone) che si comportano come spugne che gonfiandosi in presenza di acqua danno un senso di pienezza e impediscono l"assorbimento dei nutrienti. Ovviamente non vanno a intaccare la massa magra, ma il loro utilizzo continuo non sempre è consigliabile a causa dei problemi gastrici (nausea e lunghezza della digestione) e intestinali (flatulenza, volume delle feci) che portano con sé.

 

L"eliminazione dei liquidi - Un modo molto semplice per far perdere qualche centinaia di grammi nei primi momenti dell"uso del dimagrante è di far perdere liquidi. Alcune erbe hanno un"azione diuretica (carciofo e tarassaco), altre una blanda azione sulla circolazione (centella), entrambe azioni che consentono di abbassare solo temporaneamente e di pochissimo il peso corporeo eliminando liquidi.


Effetti lassativi - Molti dimagranti da banco hanno come ingredienti alcuni principi attivi con proprietà lassative (vedasi per esempio la cassia, uno dei componenti principali di molti prodotti commercializzati come lassativi). L"utilizzo di ingredienti con proprietà lassative ha per certi versi lo stesso scopo che ha l"utilizzo di ingredienti con azione diuretica, ovvero quello di consentire una rapida riduzione del peso eliminando scorie e liquidi; sfortunatamente però si tratta di un calo ponderale che alla fine si rivela fittizio.

 
    

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